Cap. 3 (l'Astigiano)
Persone - Storia
Capitolo 3°
I Garberoglio nell’Astigiano
Da quanto affermato fino ad ora, Agliano d’Asti è la zona in cui gli ussari si insediarono, fino ad adeguarsi alla religione, agli usi, ai costumi, alla vita locale, per assumere infine il cognome con il suffisso piemontese oglio, che vorrebbe dire figlio di, come in inglese ad esempio Johnson vuol dire figlio di John, o in gaelico Mac Arthur vuol dire figlio di Arthur.
Dopo gli scontri, in cui gli Ussari ebbero la meglio sui Briganti, passati a filo di spada, i nostri progenitori si insediarono sulla collinetta soprastante, per dominare meglio le vallate sottostanti. Tale zona ancor oggi prende il nome di su dl’armada, zona dell’armata.
La permanenza dei russi ad Agliano li indusse, per necessità, per convenienza, e perché avevano maturato la convinzione che fosse meglio fraternizzare ed insediarsi definitivamente in zona, piuttosto che intraprendere un avventuroso e pericoloso viaggio di ritorno, a prendere contatti con i priori dei vari monasteri fiorenti della zona, di cui si fidavano, per acquistare indirettamente, tramite loro, terreni, coltivandoli per conto proprio, oppure facendosi aiutare e consigliare dai contadini della zona. In pratica pare che i monasteri acquistassero i terreni, per cederli in affitto, con successivo riscatto, ai russi, ormai divenuti ufficialmente Garbaroliis. Questo, per evitare l’esborso diretto nelle mani poco affidabili dei proprietari, in genere piccoli nobili locali.
Le cronache portano notizia che l’inserimento dei nuovi arrivati fu lento e mite, e limitato ad Agliano ed alle zone limitrofe. Le potremmo elencare qui: Dogliani, Macciani, Scarrone, Recinto, Idani, Val Nizza, Banchetti, Viaalta, Varcarino, Paludo, San Sebastiano, Spanzano, Salere, Pianca.
A questo punto si apre un vuoto di quasi cento anni, che sarà difficile colmare, ma ormai Garberoglio è un cognome consolidato, e la sua origine inconfutabile.
E’ dal 1600, cioè dall’istituzione dei registri parrocchiali, che si può cominciare a fare una stima, sia pure approssimativa, delle famiglie Garberoglio. Pare che fossero circa una quarantina.
Era consuetudine famigliare, ma non solo dei Garberoglio, imporre i nomi di battesimo dei nonni, e delle nonne, ai nipoti, soprattutto nel caso dei primogeniti. L'iterazione di questi nomi ne sarebbe una conferma, come sarebbe una conferma dell’esistenza di molti capofamiglia comuni.
Pare che pure la natalità fosse molto elevata, segno inconfutabile, questo, che c’era necessità di braccia per lavorare la terra, e che i nostri progenitori fossero piuttosto attivi, anche a letto.
In quel periodo la medicina e l’igiene non erano così sviluppate, così che se la natalità era alta, era alta pure la mortalità infantile. A questo proposito qualcuno pensa che questo fenomeno potrebbe essere attribuito al grande numero di matrimoni fra consanguinei, ma il fatto resta tutto da dimostrare.
All’inizio del 20° secolo il Piemonte conobbe un fortissimo flusso migratorio, soprattutto verso le Americhe, e soprattutto da coloro che non possedevano terre, ma erano in grado di esercitare un mestiere ben definito.
Nel circondario di Agliano (Calosso, Costigliole, Vigliano, Montegrosso, Mombercelli e Vinchio) l’intraprendenza dei Garberoglio condusse ad una fioritura di vari mestieri, soprattutto fabbro ferraio (sarrone), falegname (mes da bosch), calzolaio (caliè), mugnaio (mulinè), ed altri.
Pochi Garberoglio, pare, furono dediti alle libere professioni, nella zona. Un notaio in quel di Vigliano, un avvocato a Mombercelli, un medico ad Agliano.
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