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Maschi e femmine: considerazioni evoluzionistiche
Ci sono varie teorie scientifiche e non sul rapporto tra i due sessi.
Approcciandoci ad una teoria puramente evoluzionistica, dobbiamo considerare che è solo da poche migliaglia di anni che la società moderna si è avoluta nello stato attuale. Prima, l'uomo sapiens sapiens viveva ancora quasi in stato animale, trovando riparo in caverne, anfratti e costruendosi rudimentali dimore per difendersi da predatori ed intemperie.
Considerando quanto detto precedentemente ed analizzando i ruoli dei due sessi, ne conviene che l'uomo maschio era propenso alla caccia, mentre l'uomo femmina propensa ad occuparsi di figli, familiari non autosufficienti e delle dimore.
L'uomo maschio quindi ha sviluppato nei secoli e millenni delle attitudini verso la caccia, il combattimento, i ruoli di gerarchia del branco (dovendo cacciare non da solo ma in gruppo con altri maschi), alla comunicazione non verbale e ad una maggior resistenza alle intemperie. Fisicamente quindi ha sviluppato una corporatura più robusta, peluria più folta, un cervello più adatto alle attività singole e concentrative.
L'uomo femmina ha sviluppato per contro altre attitudini, tipo quella di gestione della dimora, la comunicazione verbale tra familiari, minor propensione alla gerarchia dato che doveva collaborare in minor modo con un gruppo espanso e fisicamente ad una maggior resistenza a malattie e al dolore viscerale, quest'ultima attitudine genetica dovuta al fatto di dover sopportare il dolore del parto. Fisicamente quindi ha sviluppato una corporatura più esile, non dovendo combattere, minor peli, un cervello adatto ad attività multiple.
Perché questa introduzione sintetica, aperta comunque a approfondimenti e chiarimenti?
Lo scopo è di spiegare perché oggi femmine e maschi si comportano apparentemente in maniera diversa e spesso discordante tra loro...
Parlando della femmina, si può dire che ha la propensioni a cercare un maschio dominante, che la protegga e le procuri cibo e benessere e che soprattutto protegga anche la prole.
Il maschio per contro, per un motivo evoluzionistico e di legge naturale ha la propensione a valutare rapporti con più femmine, dato che dal punto di vista evoluzionistico, più trasmette il suo seme, più è probabile per lui che il suo gene si trasmetta nella generazioni future.
Ne conviene quindi che nei rapporti donne/uomini della società attuale, prettamente monogami, la donna tenda a trasformare l'uomo che ha come compagno nell'immagine ideale che ha appunto del maschio e tenda anche, il più possibile, a controllarlo e dominarlo emotivamente... questo ovviamente per assicurarsi una protezione futura per lei e la sua prole.
L'uomo invece ha la tendenza al tradimento, essendo spinto dalla legge naturale a spargere il suo seme il più possibile, non ha la propensione a cambiare la sua compagna, dato che in lui vive sommerso l'istinto di poligamia e quindi la possibilità di cambiare partner.
Questo eterno conflitto evidentemente non ha frenato l'evoluzione, dato che attualmente siamo circa 8 miliari sulla terra.
Sorgono alcune domande...
Per l'evoluzione naturale non sarebbe stato più fruttuoso armonizzare di più i due sessi?
Forse il conflitto è stato creato apposta dalla natura per una miglior riuscita evoluzionistica? |